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Raccogliendo i suoi "Disco Biscuits" Sarah Champion, giornalista ma anche commossa testimone della stagione che ha visto il sorgere del rave, ci offre un suggestivo panorama di questo fenomeno culturale e di costume. E per farlo ha scelto non le forme asettiche di un'indagine, ma la libera varietà di toni della narrativa. Perché "come si fa a catturare la follia dell'ultimo decennio in un nudo resoconto di avvenimenti e dati?" In fin dei conti la vera storia riguarda le vicende personali di casini, assurdità ed eccessi che la fiction sa rendere molto meglio.
L'hanno denominata Chemical Generation: etichetta che, con la sua allusione alle droghe di sintesi - ecstasy & simili - per lo più consumate in discoteca, risulta un po' troppo costringente ma serve tuttavia a marcare un'identità di qualche tipo. Laddove le droghe dei vecchi beat servivano ad "aprire la mente", a intraprendere "viaggi" di "conoscenza" e a rivelare estensioni inaudite della percezione, quelle dei nuovi chemical sono di profilo più basso, buone per lo sballo del sabato sera: un calcio all'affanno di esistenze di periferia, una fuga dal quotidiano disagio e poco più. Non a caso questa Generation è fenomeno soprattutto britannico, tipico specialmente di aree metropolitane marginali come quella scozzese tra Edimburgo e Glasgow, o quella dell'Inghilterra centrale tra Liverpool, Manchester e Sheffield, città di industrializzazione antica e di moderna disoccupazione. Il campione del genere è Irvine Welsh (Trainspotting), che è anche il numero uno nell'antologia Disco Biscuits (a cura di Sarah Champion; Guanda, 268 pagine, 28 mila lire), racconti di 19 nuovi scrittori. La Champion incornicia il fenomeno nell'arco di un decennio, aperto dalla "scoperta" di Ibiza e del binomio ecstasy-house music. Questo pendolarismo più o meno organizzato tra Gran Bretagna e Baleari è la versione aggiornata (e proletarizzata) di un'antica passione mediterranea. I rave parties nati a fine anni '80 sono in un certo senso Ibiza portata a casa, che continua a vivere anche dopo la breve parentesi estiva. Esemplare della tendenza è L'ultima spiaggia di Alex Garland (Bompiani, 396 pagine, 32 mila lire), romanzo di un 27enne londinese incluso nell'antologia della Champion; come pure Alan Warner, 33enne di Glasgow che pubblica ora Rave Girl (Guanda, 190 pagine, 25 mila lire), storia forte, paradigmatica di Morvern, commessa di supermercato. Via dal suo ragazzo suicida, via dalle sere al pub, verso un'isola di sole e sesso in un integrale (paradossale) recupero di armonia e "innocenza": walkman sempre acceso, Morvern attraversa la vita in cerca di una sua pienezza. E la troverà proprio nelle pieghe d'una omologazione che, per quanto paia strano, fa la sua differenza.
Un prof-pm smaschera la diarista-squillo del Web, la Repubblica, 19 marzo 2004
Il blog? Meglio se erotico, Libero News , 30 aprile 2004
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